domenica 19 agosto 2018
 
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Le dieci regole per combattere la stitichezza Stampa E-mail
1 adeguata assunzione di acqua.
L’assunzione di acqua è indispensabile per mantenere le feci morbide e favorire l’evacuazione.
L’acqua aumenta l’efficacia delle fibre introdotte con l’alimentazione.
In particolare nell’anziano, quando lo stimolo della sete è spesso ridotto, è indispensabile una buona idratazione (1,5-2 litri di acqua) per il buon funzionamento di molti organi ed in particolare dell’intestino.

2 alimentazione e fibre

Le fibre vegetali contenute negli alimenti assorbono l'acqua e la trattengono all'interno dell'intestino, aumentano il volume delle feci, rendendole più soffici, stimolano la parete intestinale a contrarsi e quindi nel complesso favoriscono una regolare evacuazione. E’ bene arricchire la nostra alimentazione (di solito povera di scorie) con cibi con alto contenuto di fibre, come le verdure (tutte quelle a foglia, finocchi sedani, cavoli, broccoli), i legumi (che dovrebbero sostituire la carne almeno 2 - 3 volte la settimana), con i cereali (in particolare il mais), con la frutta che oltre a contenere fibre, in qualche caso è essa stessa un lassativo naturale (prugne kiwi, fichi, albicocche). Se non basta è possibile integrare con la crusca (in fiocchi o granuli) da aggiungere alla prima colazione sempre accompagnato da abbondante introduzione di liquidi.


3 attività fisica
La sedentarietà è nemica di una normale funzione intestinale.Svolgere ogni giorno un adeguato periodo di attività fisica moderata e non stressante può giovare: a migliorare il tono muscolare generale e  anche della parete addominale; a diminuire le tensioni nervose accumulate;  a contribuire a combattere il sovrappeso.


 4 rispettare il ritmo intestinale
Il nostro intestino ha un suo "orologio" che regola i tempi del suo funzionamento. In particolare ci sono dei momenti della giornata in cui la motilità intestinale è particolarmente attiva e finalizzata all'evacuazione delle feci. Dobbiamo "collaborare" con il nostro intestino per approfittare di questi momenti propizi: al mattino al risveglio e dopo i pasti principali. .
Se abbiamo perso l’abitudine a questi ritmi, dobbiamo rieducare noi stessi e l’intestino ai suoi tempi naturali.

5 rispetto dello stimolo e… prendersela con calma
È altrettanto importante non reprimere lo stimolo all'evacuazione in qualsiasi momento della giornata si presenti.
È sempre importante cogliere l’attimo" (che può essere "fuggente”..)

6 la giusta posizione
Per favorire l’evacuazione è importante che ci sia la collaborazione di tutte le strutture che possono favorirla. E’ consigliabile riprendere l’antica posizione -a gambe flesse – ( cosiddetta alla “turca” ) che favorisce una maggiore  spinta da parte delle strutture addominali ed una più efficace posizione del pavimento pelvico. 
7 non abusare dei lassativi
Una delle cause più frequenti della stipsi è l’uso-abuso dei lassativi.
I  lassativi non sono “caramelle”, ma farmaci con effetti positivi e  controindicazioni.

8 curare ragadi ed emorroidi
Alcune volte la stipsi è collegata con  la presenza di malattie e/o piccoli problemi dell’ano o dell’ultimo tratto del retto. Alcune possono dare dolore al passaggio  delle feci, viene spontaneo ridurre lo stimolo all’evacuazuone dolorosa. Consultate il Medico.

9 attenzione ai farmaci
Molti farmaci come  effetto collaterale hanno la stipsi.
Parlane con il Medico per sospendere o sostituire farmaci con tali effetti negativi.

10 consulta il tuo Medico se:
-          la stipsi è insorta da poco tempo
-          se le caratteristiche della stipsi sono cambiate recentemente
-          se la stipsi si alterna con la diarrea
-          se hai perso peso
-          se sei stanco e/o anemico
-          se hai notato sangue nelle feci
-          se nella tua famiglia ci sono stati tumori intestinali
-          se la stipsi è insorta dopo i 40 anni
-          se devi usare spesso i lassativi e/o aumentare la dose

a cura del Prof. Mario Bellini



 

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